CARLO PISANI
Professore Ordinario di Diritto del Lavoro nell’Università di Roma “Tor Vergata”
in
Lavoro e previdenza oggi n. 5-6/2026
SOMMARIO. 1. La rilevanza del tema. – 2. L’equivoco ingenerato dal concetto di “subordinazione attenuata”. – 3. La portata sistematica dell’esclusione delle professioni ordinistiche dall’applicazione dell’art. 2, comma 2, D.Lgs. n. 23/13. – 4. Lo spazio del coordinamento anche nei rapporti a c.d. subordinazione attenuata e il raffronto con il contratto di agenzia. La sentenza della Corte cost. n. 167/22. – 5. Il lavoro autonomo “puro” e il passaggio alla “collaborazione” del lavoro autonomo “inserito” nell’organizzazione altrui.
RIASSUNTO. Il saggio tratta il tema della “collaborazione” dei professionisti inseriti nell’organizzazione del committente. L’Autore critica l’equivoco giurisprudenziale della “subordinazione attenuata” e, richiamando la giurisprudenza costituzionale e l’art. 2, co. 2, D.Lgs. n. 81/15, distingue l’esercizio del potere direttivo dal mero coordinamento. Ciò, al fine di dimostrare che l’inserimento organizzativo di tipo continuativo non genera subordinazione, ma distingue il lavoro autonomo coordinato da quello puro. Infine, l’Autore ritiene che la collaborazione, quale concetto “a geometria variabile”, evidenzi la ricerca di distinti modelli di integrazione della persona che lavora nell’organizzazione altrui, anche nel campo del lavoro autonomo.
